I progetti di eCommerce e il digital marketing a servizio dello sviluppo aziendale: Importanza, complessità e soluzioni

eCommerce e digital marketing fondamentali per la strategia aziendale Lo sviluppo aziendale e l’espansione dei ricavi attraverso l’attivazione del canale e-commerce e il digital marketing, rappresentano un processo tanto strategico quanto complesso. Strategico e rilevante perché oggi qualsiasi impresa, quali che siano la sua dimensione e le sue prospettive o intenzioni di sviluppo, non può permettersi quanto meno di valutare seriamente il canale online e il digital marketing. E ciò vale sia per le imprese che hanno piani di sviluppo importanti orientati alla crescita del fatturato e del portafoglio clienti e che possono trovare nell’attivazione o nel potenziamento del canale e-commerce una valida fonte di generazione di nuovi contatti e di vendite aggiuntive sia per le imprese che pur avendo una posizione consolidata devono prestare attenzione a concorrenti pronti ad attaccare ed erodere la quota di mercato utilizzando una strategia online based. Dunque, l’e-commerce è strategico ed importante. Perché è tema molto complesso? Perché l’eCommerce è progetto complesso? Perché in un progetto e-commerce rientrano generalmente decisioni e operazioni che interessano diverse aree tematiche e funzioni aziendali. In primis la strategia commerciale. Se un’impresa è già presente sul mercato attraverso il canale fisico, diretto o indiretto, dovrà considerare una strategia commerciale e di marketing che possa conciliare le istanze e gli interessi dei distributori. E dovrà fare in modo che i consumatori finali non riscontrino differenze che possano creare confusione o poca fiducia nell’azienda e nel suo brand. O che adottino comportamenti opportunistici che possano creare conflittualità nei rapporti intra e inter canale. Poi, un progetto e-commerce presuppone pianificazione, progettazione, organizzazione, programmazione. La complessità e la competitività del canale online e del digital marketing consentono ridotti margini di errore. Solo quelli strettamente indispensabili e non evitabili per poter realizzare la fase di test e per poter scalare il business. Il canale online e il digital marketing sono forti acceleratori di tutti i fenomeni tipici di un business. Se si offre valore al mercato e lo si comunica bene, il premio sarà rapido. Allo stesso modo, se ci sono inefficienze o errori, il conto da pagare sarà salato e immediato. Quale digital marketing funziona? Per questo, con particolare riferimento al digital marketing, inteso come il marketing management strategico ed operativo in chiave digitale, dovrà essere impeccabile, ben fatto e studiato e quindi non improvvisato o basato su un mero approccio prove / errori o di impostazione prettamente tecnica. Dovrà sempre essere fondato su uno studio preliminare del mercato, sull’individuazione del proprio target di clienti e sulla sua profilazione, in termini di bisogni, aspettative, comportamenti e processi d’acquisto e comunicazione, modelli decisionali, su una attenta ed esplicita pianificazione di marketing strategico e su una progettazione e programmazione delle politiche di marketing operativo e, tra esse, particolare attenzione e rilevanza rivestono quelle relative alla sfera digital che però non deve ridursi a mero tecnicismo, ma deve essere strumento a servizio della strategia di marketing. Il digital marketing deve unire strategia, tecnica e contenuti armonizzandoli in una combinazione perfetta in grado aumentare le probabilità di ottenere i risultati attesi, riducendo tempi, errori e risorse necessari per raggiungerli. Un buon digital marketing, unito al controllo dei KPI e dei risultati in ottica di continuo miglioramento, allo stretto ed attento coordinamento e al costante collegamento con la strategia e i fenomeni e le evoluzioni della domanda e della concorrenza consentono all’impresa di aumentare le probabilità di ritorno positivo e di ridurre i rischi legati ad un investimento così importante e impegnativo. Un buon progetto trova sempre risorse e incentivi Inoltre, in conclusione, non di secondaria importanza, è la capacità di individuare e armonizzare gli incentivi e le risorse finanziarie messi a disposizione da soggetti privati e pubblici, a livello italiano ed europeo, a sostegno dei progetti di e-commerce, digitalizzazione e internazionalizzazione. Aver un buon progetto consente di accedere facilmente al volume elevato di risorse e incentivi messi disponibili e di poterli utilizzare agevolmente creando così un circolo virtuoso tra attività imprenditoriale, strategie di sviluppo, risorse a disposizione e risultati economico-finanziari, strategici e di mercato.
MARKETING AUTOMATION

MARKETING AUTOMATIONUna marcia in più per il tuo business Hai mai pensato al tempo che potresti recuperare se non dovessi più inviare manualmente newsletter o e-mail informative ai nuovi clienti? Oppure se non dovessi più rispondere alle chat di Messenger una ad una? O ancora, hai mai pensato a quanto potrebbero esserti utili i report sempre aggiornati con le informazioni degli utenti interessati alla tua azienda? Gestire manualmente determinate operazioni può essere dispendioso in termini di tempo e non sempre il lavoro svolto è accurato come quello che può svolgere un software informatico. Ora più che mai, per avere un vantaggio competitivo, il tuo business ha bisogno di essere efficiente in ogni fase. Proprio per questo motivo è sempre più frequente l’integrazione di automazioni nel marketing, controllate da software studiati proprio per svolgere al posto tuo gran parte delle “tasks” necessarie per portare avanti la tua strategia. L’insieme di tutte queste operazioni compongono la disciplina definita Marketing Automation. La Marketing Automation è il processo di utilizzo della tecnologia per semplificare gli sforzi di marketing e rendere le attività più efficaci. Grazie all’utilizzo di un unico software è possibile quindi monitorare e gestire i vari strumenti utili allo sviluppo di una campagna. In questo modo, chi ne fa uso, potrà risparmiare tempo e risorse. Quali sono i 3 motivi principali per i quali usare la marketing automation? L’automazione del marketing può essere utilizzata per vari obiettivi, ma i tre più significativi sono: 1. incrementare l’acquisizione di lead 2. convertire i lead in vendite 3. ottimizzare la spesa di marketing Quali attività si possono automatizzare? Ecco un elenco dei possibili strumenti di marketing automation. E-mail marketing: Invia, programma e gestisce le campagne email – che siano promozionali, newsletter o messaggi transazionali. Accedi inoltre ad una vasta gamma di report (percentuali di clickthrough, percentuali di apertura, non abbonati e molto altro). Social media: automatizza molti aspetti del social media marketing, tra cui la pubblicazione dei contenuti, la pianificazione, il monitoraggio e gli analytics. Flussi di lavoro: rimuove l’elemento umano dai processi aziendali, inclusi i processi di marketing. Gestione dei lead: automatizza la generazione, il punteggio e l’uso dei lead di vendita o marketing. Statistiche: visualizza e identifica gli andamenti nei dati di mercato e dei clienti. Advertising e pubblicità digitali: rifinisce ed automatizza gran parte del processo di creazione di annunci e delle strategie di offerta su tutti i canali digitali Customer relationship management (CRM): Gestisce i dati relativi a clienti, ordini e prodotti, che possono essere utilizzati per la marketing automation. Fidelizzazione: automatizza i componenti fondamentali nella promozione e nell’amministrazione dei programmi di fidelizzazione. Quali sono i vantaggi offerti dalla marketing automation? Automatizzando alcune delle attività manuali e ripetitive avrai a disposizione più tempo e risorse da dedicare ad attività più importanti. Riuscirai ad ottenere un’immagine più ricca e dettagliata del comportamento dei potenziali clienti rispetto ai metodi manuali. Potrai offrire delle soluzioni mirate in base ai comportamenti specifici degli utenti. Ad esempio, se un particolare cliente sta leggendo informazioni su un’ampia categoria di prodotti, ciò potrebbe indicare che si trova all’inizio del processo di acquisto. Ma se si sofferma su un prodotto specifico, ciò potrebbe indicare che l’intenzione d’acquisto è più elevata ed è pronto per essere contattato da un addetto alle vendite. Attraverso la raccolta di dati incrociati, che derivano da varie fonti, quali sito web, social, email, potrai determinare campagne di marketing più ampie. Allo stesso tempo riuscirai ad assegnare un punteggio di qualità al tuo lead, determinando quanto vicino possa essere all’acquisto. Unificando i sistemi di marketing automation e i sistemi CRM ottimizzerai il processo di calcolo del ROI del marketing. Ciò consente di prendere decisioni migliori e investire il budget nelle tattiche che avranno il ROI più elevato. Come funziona il software? Il primo passo è quello di mettere in piedi uno scenario, il workflow (flusso di lavoro). Ogni automazione si innesca a seguito di un’azione effettuata dall’utente, che corrisponde al punto di partenza, che può essere ad esempio l’iscrizione al sito o l’aggiunta di un prodotto al carrello. Una volta che un contatto entra in uno scenario, passa da istruzioni condizionali, che si attivano in base a variabili “if and else”. Ogni flusso di lavoro infatti pone all’utente diversi quesiti che rispondono tutti alla domanda: “questo contatto risponde alla condizione x?” Se la risposta è sì, il contatto imbocca il ramo corrispondente dello scenario. Se è no, viene attivato l’altro ramo dello scenario. Il contatto entra in un percorso guidato che si ramifica allo scopo di intercettare gli interessi dell’utente, rendendolo sempre più consapevole del tuo prodotto, con l’obiettivo ultimo di portarlo ad acquistare il bene in questione. Le automazioni di marketing bastano per la tua campagna di marketing? Prima di pensare di automatizzare le tue attività di marketing ci sono delle azioni preliminari da tenere in considerazione, senza le quali la marketing automation risulterebbe inefficace. Stabilisci la tua presenza online: Il primo passo, essenziale per il tuo progetto, è quello di assicurarsi che tu possa essere trovato online se qualcuno ti sta cercando. Ciò include la creazione di un sito web ottimizzato per i motori di ricerca, la creazione di contenuti sui social, la gestione e l’interazione con il proprio pubblico. 2. Definisci quali sono i canali di marketing da utilizzare La maggior parte degli strumenti di suite di automazione marketing si concentra su: Web, e-mail, social, mobile. Individua i canali più congeniali per il tuo business e sviluppa una strategia ad hoc coordinando le varie azioni.
Il metodo APICE – Planning

C’è un elemento particolare che distingue il nostro modo di lavorare: il metodo APICE – Analysis, Planning, Implementation, Control, Evaluation – un approccio d’indagine scientifico e strategico, ma al contempo pragmatico ed operativo, composto da fasi precise e cucito su misura per ogni cliente. Oggi parliamo di Planning La fase di Planning consiste in tutto ciò che è: Strategia Qui rientrano le attività di marketing strategico e la definizione degli obiettivi e delle risorse da stanziare per raggiungere gli obiettivi. Vanno valutate le opportunità e le minacce del contesto (mercato, competitors, risorse) e i punti di forza interni secondo una combinazione originale e differenziale per raggiungere performance economico-finanziarie e di marketing al di sopra della media; Pianificazione La capacità di allocare, organizzare e programmare le risorse in modo da ottenere un piano che sia efficace ed efficiente con i migliori risultati possibili in condizioni di efficienza, rischio e tempo/velocità. La pianificazione garantisce che la strategia e le politiche siano realizzate in condizioni di controllo e che siano governate e governabili così che i risultati rimangano entro un range di “previsione” e il piano sia governabile attraverso le sue leve causali – condizione possibile perché il fenomeno si è modellizzato e schematizzato e quindi compreso. Le pianificazioni vengono formalizzate in documenti (piani strategici, piani di sviluppo, business plan, piani strategici di marketing e piani operativi di marketing). Coordinamento Intesa come la capacità ex ante e in itinere, con elevato ordine e metodo, di mantenere insieme tutti gli elementi, le risorse, gli attori e le azioni compresi nel piano con una forte connessione con l’azienda e la sua direzione. L’attività di Planning è finalizzata ad individuare e perseguire un percorso di sviluppo dell’impresa tramite la crescita nel proprio mercato attuale, l’ingresso in nuovi mercati, l’adozione di nuovi canali (in particolare e-commerce) e di percorsi innovativi (ad esempio nuovi prodotti oppure la digitalizzazione, la revisione del modello dì business e molti altri)
SANREMO, MUSICA E MARKETING

SANREMO, MUSICA E MARKETINGCome le multinazionali stanno occupando le playlist musicali Sta per prendere il via la settantaduesima edizione del Festival di Sanremo.Senza dubbio, l’evento musicale italiano più atteso dell’anno.Un palcoscenico che ha visto esibirsi i più grandi artisti, che ne ha visti nascere tanti altri e che ci ha regalato successi planetari che hanno fatto la storia della nostra musica.Una cosa è certa: Sanremo è la culla dell’evoluzione musicale. In questo articolo parliamo proprio di un trend esploso negli ultimi anni.Vedremo come la musica sia entrata a far parte dei Marketing Plan delle multinazionali. “Labbra rosso Coca-Cola” ma non solo… Il product placement nelle canzoni Quando un brand viene citato o mostrato in un prodotto di intrattenimento, come un film o un brano musicale, non è mai per caso. Dietro c’è una strategia di marketing definita product placement. Il tormentone estivo “Mille” di Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro ne è l’esempio lampante.Tutti abbiamo canticchiato il jingle “labbra rosso Coca-Cola” senza nemmeno rendercene conto. Ma questo non è l’unico esempio che vede coinvolta la bevanda più famosa al mondo! Coca-Cola infatti è protagonista di altri due brani rilasciati nell’ultimo anno: “Movimento lento” di Annalisa e Federico Rossi e “Cinema” di Samuel e Francesca Michelin. Per trovarne altri basta tornare all’estate 2020 quando cantavamo “ti ho in testa come Pantene”, ritornello del brano “Non mi basta più” di Baby K con la partecipazione di Chiara Ferragni. Non solo product placement Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un altro fenomeno nel quale le multinazionali sono diventate vere e proprie produttrici musicali.E’ il caso di “Nuove Strade” che vede come protagonisti 4 artisti emergenti come Gaia, Madame, Rkomi e Ernia.A stupire è proprio chi ha curato il lancio del brano sulle varie piattaforme;se solitamente è un’etichetta discografica o un artista a farlo, in questo caso, invece, è la nota società produttrice di caffè tostato e macchine da caffè Lavazza. Non è però l’unico esempio che abbiamo: l’azienda di bevande energetiche Red Bull si è spinta ancora più in là e ha prodotto un intero album. L’ultima uscita della serie 64 Bars unisce Marracash, Guè Pequeno, Carl Brave, Anna, Gemitaiz e tanti altri. Il marchio viene citato spesso nei testi dei singoli e le grafiche che fanno da sfondo ai video sono firmate proprio da Red Bull. Quali sono i vantaggi di inserire un brand in una canzone? Il principale vantaggio è rappresentato dal fatto che il nome del brand viene ripetuto più volte nel testo del brano, posizionando implicitamente quel prodotto nella mente dell’ascoltatore.Immaginiamo di essere in spiaggia ed ascoltare diverse volte i brani sopracitati che nominano la Coca-Cola. Sentirli nominare ci fa pensare alla bevanda fresca e dissetante e ci spinge inconsciamente a comprarla. Ma come si è arrivati alla musica prodotta dalle aziende? E’ stata posta questa domanda a Gianni Sibilla, direttore del Master in Comunicazione Musicale dell’università Cattolica di Milano, che risponde: “Queste operazioni sono forme di branded content che in altri settori – penso alla televisione – si fanno da tempo. Però la musica è un campo complesso, dove la sponsorizzazione diretta e il semplice ruolo del testimonial è problematico e rischia di essere percepito come troppo artificioso sia per l’azienda sia per l’artista. L’associazione esplicita di un artista a un brand o a un prodotto commerciale può essere un problema per la fanbase e per la percezione della credibilità dell’artista stesso. Ci sono ancora generi e casi in cui un cantante può venire accusato di “essersi svenduto”.” Che ci piaccia o meno, si tratta di un fenomeno di cui sentiremo parlare sempre più spesso.I cantanti sono tra i personaggi più amati dal pubblico e queste collaborazioni sembrano portare buoni risultati, in quanto rendono la pubblicità non invasiva ma piacevole. Conosci altri esempi di product placement nella musica? Scrivilo nei commenti!
Marketing significa posizionamento differenziale ed eccellenza

Marketing significa posizionamento differenziale ed eccellenza … e l’eccellenza si fa con il talento! Che cosa vuol dire avere talento? Vuol dire possedere una capacità innata, un’energia creativa dentro e una genialità fuori… dal comune! Qualcosa che renda eccezionali, insomma. APICE – Marketing e Sviluppo d’impresa – ne è alla costante ricerca: proprio in questo momento per la nostra sede di Battipaglia, nella provincia di Salerno, sono aperte posizioni lavorative come Grafico, Digital Marketing Advertiser Junior, Marketing Management Junior e Marketing Operativo / Content Creation. Se la tua più grande aspirazione è un lavoro nel marketing strategico, operativo e digitale, in una realtà in continua crescita e in un ambiente stimolante e dinamico, APICE è il posto giusto per te! Con quale modus operandi lavoriamo in APICE? Conduciamo un’attenta analisi dei mercati in cui operano i nostri clienti, definiamo il posizionamento e gli obiettivi per il marketing operativo, pianifichiamo una strategia e le politiche per attuarla e, soprattutto, organizziamo e coordiniamo le risorse umane per realizzare tutte le attività necessarie. «In APICE supportiamo la crescita delle imprese: in questo modo, i nostri clienti ampliano di volta in volta i loro comparti, dando vita a nuovi progetti. Questo permette anche a noi di crescere» spiega Gianluca Di Giovanni – Founder & CEO di APICE. «Nell’ultimo anno abbiamo potenziato le aree tradizionali del marketing management e implementato quelle più innovative, dal graphic design al digital marketing con particolare attenzione per quest’ultima a cui dedichiamo molte delle nostre energie, rappresentando essa il futuro ma anche il presente di ogni impresa che voglia fare sviluppo. Il contesto in cui operiamo, la comunicazione digitale e i siti di e-commerce sono “luoghi” che vivono di digitalizzazione; inoltre, sono in primis i nostri clienti e le necessità del mercato in cui operano a richiederne e a pretenderne la crescita esponenziale». Ecco allora che, tirando le somme, fare marketing è una necessità e non un più solo un’opzione. «Ogni realtà che miri all’eccellenza non può trascurare questo elemento che invece deve essere messo al centro. E marketing vuol dire fare la differenza e la differenza si fa con il talento, la pianificazione e l’organizzazione» conclude il CEO di APICE. «A proposito di talento? Lo apprezziamo in tutte le sue forme e gli diamo il valore che merita. Ogni risorsa è attentamente selezionata, seguita meticolosamente lungo il suo percorso, dalla formazione fino a al momento in cui diventa autonoma e super produttiva!» aggiunge Giusi Fortunato – Responsabile delle Risorse Umane. «Una valutazione attenta e gestita in più fasi ci permette di scegliere le risorse per le caratteristiche che le rendono uniche: i nostri candidati sono proattivi, hanno voglia di mettersi in gioco e credono fortemente in loro stessi. Essere certi delle proprie potenzialità è il primo passo per raggiungere gli obiettivi prefissati: solo chi osa raggiunge il suo traguardo, proprio come APICE! Risultati eccezionali, possono venire solo da persone eccezionali»