Generative Engine Optimization (GEO) – Guida pratica per far emergere il tuo brand nell’era dei motori AI

I motori di ricerca tradizionali stanno cambiando. Oggi i modelli AI generativi come ChatGPT, Google Gemini, Claude, GroK, Perplexity AI e altri influenzano sempre più le decisioni d’acquisto.Non basta più essere visibili nei risultati di Google: il successo dipende dal fatto di essere citati direttamente nelle risposte AI. La Generative Engine Optimization (GEO) è la disciplina che permette ai brand di emergere in questo nuovo scenario. Cos’è la Generative Engine Optimization (GEO) La GEO comprende strategie e pratiche che consentono di posizionare brand, prodotti e contenuti in modo che i modelli AI li riconoscano come fonti affidabili e pertinenti.A differenza della SEO tradizionale, qui non si tratta solo di apparire nei risultati di ricerca, ma di essere effettivamente citati nelle risposte agli utenti. Perché è importante? Ad esempio, un brand di arredamento che investe solo in SEO tradizionale può comparire bene su Google, ma non essere citato quando un utente chiede “Quali sedie ergonomiche acquistare?”. Questo comporta perdita di traffico qualificato e opportunità di vendita, dimostrando che la GEO è oggi un elemento strategico imprescindibile. Passaggi pratici per preparare il brand alla GEO Per far emergere il tuo brand nei modelli AI, i contenuti devono essere chiari, strutturati e autorevoli. Ecco le principali leve operative: Ad esempio, un’azienda tech può creare una guida intitolata “Come scegliere il miglior auricolare wireless” con tabelle comparativa e vantaggi chiave dei propri prodotti. Ad esempio, un brand di integratori può integrare dati scientifici e link a studi pubblicati, aumentando la credibilità ai modelli AI. L’AI privilegia contenuti recenti e coerenti, quindi contenuti obsoleti rischiano di non essere citati. Tecniche pratiche per farsi citare dai modelli AI Ad esempio, un brand di accessori tech può creare una guida comparativa, aggiornarla ogni mese con nuovi dati e aggiungere tabelle con caratteristiche dettagliate. Così i modelli AI avranno sempre materiale aggiornato da citare. Come misurare il successo della GEO Per capire se le strategie funzionano, occorre monitorare KPI specifici: Ad esempio, un’azienda di arredamento può controllare mensilmente quante volte i propri prodotti vengono menzionati in risposte generate da AI e confrontare i dati con le vendite o le richieste di contatto ricevute Ottimizzazione continua: perché è fondamentale I modelli AI cambiano costantemente: aggiornano i dati, modificano i filtri e migliorano gli algoritmi di selezione delle informazioni. L’ottimizzazione continua richiede: Ad esempio, un brand di moda può rivedere le descrizioni dei prodotti ogni trimestre, aggiornare immagini e prezzi, e aggiungere nuove FAQ per rimanere citato nei risultati AI più recenti. Conclusioni La Generative Engine Optimization non è un semplice extra del marketing: è la chiave per far emergere il tuo brand nell’era dell’AI. Saltare anche una sola fase – dalla creazione di contenuti GEO-ready al monitoraggio dei KPI – può significare perdere visibilità e opportunità di crescita. Poiché i modelli AI evolvono rapidamente e richiedono contenuti precisi, strutturati e aggiornati, gestire la GEO in autonomia può diventare complesso e dispendioso. Affidarsi a professionisti esperti significa poter posizionare il brand davanti agli utenti nei nuovi motori AI con maggiore efficacia, risparmiando tempo e risorse, e trasformando la visibilità in risultati concreti e misurabili. In altre parole, chi sa interpretare correttamente le regole della GEO ottiene un vantaggio competitivo duraturo: non solo apparire, ma essere scelto e citato dagli utenti, proprio nel momento in cui stanno prendendo decisioni di acquisto. Richiedi informazioni o una consulenza
Vendere su Amazon – Come costruire un business con una strategia vincente

Amazon non è per chi improvvisa: perché 8 venditori su 10 falliscono? Amazon è il marketplace di riferimento a livello mondiale. Oggi più del 50% delle vendite e-commerce in Europa e negli Stati Uniti passa dalla piattaforma, e gli investimenti pubblicitari hanno superato i 56 miliardi di dollari nel 2024. Ma la verità è che solo il 20% dei venditori riesce davvero a costruire un business solido. La maggioranza fallisce perché pensa che basti caricare i prodotti e aspettare le vendite. Amazon è un ecosistema complesso che premia chi lavora con metodo e penalizza chi improvvisa. Perché l’analisi è fondamentale per vendere su Amazon? La prima fase, troppo spesso ignorata, è la fase di analisi. Molti brand saltano questo passaggio convinti che “tanto Amazon è enorme, spazio c’è per tutti”. Niente di più sbagliato. Cosa bisogna valutare in questa fase? Cosa succede senza analisi? Un’azienda di cosmetica naturale lancia su Amazon una linea di creme viso senza analisi. Si trova a competere con colossi internazionali che hanno prezzi più bassi, recensioni a migliaia e una brand reputation consolidata. Dopo sei mesi e migliaia di euro investiti, il risultato sono poche decine di vendite e margini inesistenti. L’analisi preliminare è il primo filtro per evitare errori irreparabili. Entrare in un segmento iper-competitivo, senza margini e dominato da big player, significa bruciare risorse fin dal primo giorno. Come individuare opportunità e differenziarti su Amazon? L’analisi del mercato in cui inserirsi permette di individuare le vere opportunità e non farsi travolgere dalla concorrenza. Gli elementi da studiare sono molteplici: best seller, offerta dei competitor e il loro posizionamento, le strategie commerciali più diffuse, le scelte distributive (logistica interna FBM o logista Amazon, ecc.) Cosa rischio se non sfrutto le opportunità del mio mercato? Un brand di arredamento carica su Amazon dei prodotti con un design unico. Non studia le recensioni dei competitor, dove i clienti si lamentano di problemi di montaggio. Anche i suoi prodotti ricevono recensioni negative identiche per la scarsa semplicità di montaggio, e così non intercetta il vero bisogno del mercato e perde l’opportunità di avere successo su Amazon. L’analisi approfondita è ciò che trasforma un’idea generica in un posizionamento competitivo concreto e permette di individuare le falle nella strategia dei competitor e sfruttare i bisogni insoddisfatti dei clienti. Come pianificare una strategia vincente su Amazon? Dopo l’analisi arriva la fase di progettazione delle attività, la regia del progetto. Cosa definire in questa fase: Cosa avviene senza progettazione? Un produttore di integratori decide di spingere il suo prodotto con campagne sponsorizzate senza pianificare un posizionamento chiaro. Risultato: le inserzioni attirano traffico, ma i contenuti della scheda prodotto non spiegano benefici concreti. Le campagne consumano migliaia di euro senza ritorno e il brand abbandona la piattaforma. La pianificazione è ciò che garantisce coerenza e direzione. Senza pianificazione, contenuti, campagne e promozioni lavorano in modo scollegato. Come un listing ben fatto aumenta le vendite su Amazon? Il listing è la vetrina su Amazon: se non convince, il cliente non compra. Cosa comprende un’implementazione efficace? Che succede se il listing è scadente? Un brand di accessori tech carica su Amazon un caricabatterie con immagini amatoriali e descrizione scarna. Anche con campagne attive, gli utenti cliccano ma non acquistano. I competitor, con foto professionali e schede dettagliate, vincono la fiducia del cliente. Risultato: tanto traffico, zero vendite. L’implementazione ben fatta è ciò che trasforma la strategia in vendite reali. Il listing trasforma la visibilità in conversione e necessita di competenze per creare contenuti che siano funzionali, ossia utili a convincere l’utente ad acquistare. Non i più belli o creativi, ma quelli che funzionano! Quali KPI bisogna monitorare per crescere su Amazon? Amazon fornisce dati preziosi: conversion rate, statistiche recensioni, tassi di abbandono della scheda prodotto, ecc. Ignorarli è un suicidio commerciale. Una mole di enorme di dati che richiedono però visione e capacità di analisi per individuare i KPI più funzionali al proprio business. Cosa succede se non guardo i KPI (o guardo quelli sbagliati)? Un’azienda di articoli sportivi vede calare le vendite, ma non analizza i dati. Continua a investire in pubblicità senza accorgersi che il problema è la Buy Box persa a favore di un competitor a causa di scarse performance: alto numero di resi, recensioni negative, inefficienze logistiche, ecc. Dopo mesi di spese inutili, il brand scompare dai risultati principali. Senza KPI si naviga a vista, con KPI si guida la crescita. Perché l’ottimizzazione continua è l’unico modo per restare competitivi? Amazon cambia ogni giorno: nuovi competitor, nuove regole, nuove esigenze dei clienti. Ottimizzare significa aggiornare contenuti, testare varianti, ottimizzare campagne, rivedere i prezzi, espandersi su mercati esteri. Chi non si aggiorna, perde terreno. Che succede se non ottimizzo? Un brand di moda lancia i propri prodotti su Amazon e ottiene buoni risultati iniziali. Non aggiorna mai foto e contenuti, non modifica le proprie campagne dopo il lancio, non aggiorna la propria scheda prodotto, non rivede la propria progettazione alla luce di nuovi dati. Nel giro di un anno le vendite calano progressivamente, infine il brand perde visibilità e i risultati crollano. Amazon non perdona chi improvvisa. Vendere su Amazon non significa aprire un account: significa affrontare un progetto complesso che passa per analisi, pianificazione, implementazione, monitoraggio e ottimizzazione. Saltare una sola di queste fasi espone a errori costosi: mercati sbagliati, contenuti deboli, campagne inefficienti, margini inesistenti. Affidarsi a professionisti significa ridurre i rischi, risparmiare tempo e aumentare le probabilità di successo. Amazon è il marketplace più competitivo al mondo, ma con metodo può diventare un motore di crescita stabile per la tua azienda. Richiedi informazioni o una consulenza
LEGAME TRA MARKETING E FINANZA: il marketing come leva strategica per migliorare le performance economico-finanziarie dell’azienda

Spesso, marketing e finanza sono percepiti come due aree del tutto separate, che non comunicano tra loro e, in alcuni casi, si considerano addirittura conflittuali: il marketing comporta spese che possono ridurre la redditività e la liquidità. Ad una visione superficiale e tradizionale, sembrano quindi agli antipodi, mentre in realtà entrambe hanno un forte legame con le performance dell’impresa e la creazione di valore per azionisti e stakeholder. Uno delle cause di questa contrapposizione può risiedere nel fatto che Finanza e Amministrazione ricorrono sistematicamente alla misurazione e ai “numeri”, più raramente questi sono alla base dei piani e delle decisioni di marketing. Per ristabilire un corretto linguaggio comune e un rapporto equilibrato tra Marketing e Finanza & Amministrazione, il marketing deve adottare – come è necessario per assumere il ruolo di area strategica e di management – una impostazione e un metodo basato sulla modelizzazione, sulla misurazione e sui legami tra KPI di marketing e KPI economico-finanziari: ad esempio sulla relazione tra i KPI di marketing e il ROI. Le domande chiave per manager e aziende diventano: In conclusione, il marketing deve lasciare definitivamente l’area di “fumosità” e di eccessiva percezione di un settore dove prevale la creatività fine a sè stessa, con scarsa propensione alla pianificazione e alla quantificazione (preventiva e consuntiva) dei risultati e dei fenomeni quantitativi. Solo così può emergere come funzione guida e chiave dell’impresa nel processo di creazione di valore per il cliente e per l’impresa stessa. Ciò può avvenire se l’approccio, i processi, i metodi decisionali ed operativi di marketing adottano un’impostazione strategica e gestionale (analoga a quella di strategia, management, amministrazione) basata su modellizzazione, misurazione, valutazione orientata alle performance, libera da mode del momento e strettamente collegata agli investimenti e rendimenti. Poiché il marketing governa aree nelle quali risiedono importanti “cause prime” delle performance dell’impresa, in quanto legate al rapporto impresa-mercato-clienti, non solo migliora i risultati, ma aumenta anche la capacità predittiva e il controllo ex ante sul futuro dell’impresa. Di seguito, il tema sarà approfondito attraverso alcuni esempi pratici che evidenziano il legame tra KPI di marketing e ROI. Leve strategiche e operative di marketing e creazione di valore per gli azionisti Il marketing è una funzione aziendale fondamentale per la creazione di valore per gli azionisti. Le leve strategiche e operative di marketing possono avere un impatto significativo sulle performance economico-finanziarie di un’azienda e, quindi, sulla creazione di valore per gli azionisti. In questo articolo, esamineremo le connessioni esistenti tra le leve strategiche e operative di marketing e le principali variabili e KPI economico-finanziari in ottica di creazione del valore per gli azionisti. Leve strategiche di marketing Le leve strategiche di marketing comprendono quelle azioni che un’azienda intraprende per raggiungere i suoi obiettivi di marketing e creare valore per gli azionisti. Alcune delle leve strategiche di marketing più importanti includono: Leve operative di marketing Le leve operative di marketing sono quelle azioni che un’azienda intraprende per implementare le sue strategie di marketing e raggiungere i suoi obiettivi. Alcune delle leve operative di marketing più importanti includono: KPI di marketing I KPI (Key Performance Indicator) di marketing sono metriche utilizzate per misurare l’efficacia delle strategie e delle azioni di marketing. Alcuni dei KPI di marketing più importanti includono: Variabili e KPI economico-finanziari Le variabili e i KPI economico-finanziari sono metriche utilizzate per misurare le performance economico-finanziarie di un’azienda. Alcune delle variabili e KPI economico-finanziari più importanti includono: Connessioni tra leve strategiche e operative di marketing e variabili e KPI economico-finanziari Le leve strategiche e operative di marketing possono avere un impatto significativo sulle variabili e KPI economico-finanziari di un’azienda. Ad esempio: Creazione di valore per gli azionisti La creazione di valore per gli azionisti è l’obiettivo principale di qualsiasi azienda. Le leve strategiche e operative di marketing possono aiutare a creare valore per gli azionisti aumentando i ricavi, il margine di profitto e il ROI. Inoltre, un brand forte e una base di clienti fedeli possono aumentar CASO PRATICO: Il legame tra tasso di conversione visitatore-ordine e EBITDA e ROI Ecco una serie di passaggi e relazioni causa-effetto che mostrano la relazione tra il tasso di conversione visitatore-ordine e l’EBITDA e il ROI. L’EBITDA è un indicatore di performance economica che misura la capacità di un’azienda di generare flussi di cassa. Un aumento dei ricavi può portare a un aumento dell’EBITDA, poiché i costi fissi sono già stati coperti e i costi variabili aumentano in proporzione ai ricavi. Il ROI è un indicatore di performance finanziaria che misura il ritorno sull’investimento. Un aumento dell’EBITDA può portare a un aumento del ROI, poiché l’azienda sta generando più flussi di cassa rispetto all’investimento iniziale. Passaggio 1: Tasso di conversione visitatore-ordine Passaggio 2: Aumento del numero di ordini Passaggio 3: Aumento dei ricavi Passaggio 4: Aumento dell’EBITDA Relazione causa-effetto In sintesi, la relazione causa-effetto tra il tasso di conversione visitatore-ordine e l’EBITDA e il ROI può essere riassunta come segue: Tasso di conversione visitatore-ordine ↑ → Numero di ordini ↑ → Ricavi ↑ → EBITDA ↑ → ROI ↑In altre parole, un aumento del tasso di conversione visitatore-ordine può portare a un aumento dei ricavi, che a sua volta può portare a un aumento dell’EBITDA e del ROI. Ciò significa che le aziende che riescono a ottimizzare il loro tasso di conversione visitatore-ordine possono migliorare la loro performance economica e finanziaria. ESEMPIO PRATICO: Il legame tra corretta segmentazione e relativo miglior targeting ed effetti su primo margine, EBITDA e ROI Ecco una serie di passaggi e relazioni causa-effetto che mostrano la relazione tra una corretta segmentazione e il relativo miglior targeting e gli effetti economico-finanziari sul primo margine, EBITDA e ROI: Passaggio 1: Corretta segmentazione e miglior targeting Una corretta segmentazione del mercato e un miglior targeting dei clienti possono aiutare a identificare i bisogni e le preferenze dei clienti e a creare offerte più rilevanti e personalizzate. Passaggio 2: Aumento della rilevanza dell’offerta Quando l’offerta è più rilevante per i clienti, è più probabile che essi effettuino un acquisto. Ciò può portare a
I progetti di eCommerce e il digital marketing a servizio dello sviluppo aziendale: Importanza, complessità e soluzioni

eCommerce e digital marketing fondamentali per la strategia aziendale Lo sviluppo aziendale e l’espansione dei ricavi attraverso l’attivazione del canale e-commerce e il digital marketing, rappresentano un processo tanto strategico quanto complesso. Strategico e rilevante perché oggi qualsiasi impresa, quali che siano la sua dimensione e le sue prospettive o intenzioni di sviluppo, non può permettersi quanto meno di valutare seriamente il canale online e il digital marketing. E ciò vale sia per le imprese che hanno piani di sviluppo importanti orientati alla crescita del fatturato e del portafoglio clienti e che possono trovare nell’attivazione o nel potenziamento del canale e-commerce una valida fonte di generazione di nuovi contatti e di vendite aggiuntive sia per le imprese che pur avendo una posizione consolidata devono prestare attenzione a concorrenti pronti ad attaccare ed erodere la quota di mercato utilizzando una strategia online based. Dunque, l’e-commerce è strategico ed importante. Perché è tema molto complesso? Perché l’eCommerce è progetto complesso? Perché in un progetto e-commerce rientrano generalmente decisioni e operazioni che interessano diverse aree tematiche e funzioni aziendali. In primis la strategia commerciale. Se un’impresa è già presente sul mercato attraverso il canale fisico, diretto o indiretto, dovrà considerare una strategia commerciale e di marketing che possa conciliare le istanze e gli interessi dei distributori. E dovrà fare in modo che i consumatori finali non riscontrino differenze che possano creare confusione o poca fiducia nell’azienda e nel suo brand. O che adottino comportamenti opportunistici che possano creare conflittualità nei rapporti intra e inter canale. Poi, un progetto e-commerce presuppone pianificazione, progettazione, organizzazione, programmazione. La complessità e la competitività del canale online e del digital marketing consentono ridotti margini di errore. Solo quelli strettamente indispensabili e non evitabili per poter realizzare la fase di test e per poter scalare il business. Il canale online e il digital marketing sono forti acceleratori di tutti i fenomeni tipici di un business. Se si offre valore al mercato e lo si comunica bene, il premio sarà rapido. Allo stesso modo, se ci sono inefficienze o errori, il conto da pagare sarà salato e immediato. Quale digital marketing funziona? Per questo, con particolare riferimento al digital marketing, inteso come il marketing management strategico ed operativo in chiave digitale, dovrà essere impeccabile, ben fatto e studiato e quindi non improvvisato o basato su un mero approccio prove / errori o di impostazione prettamente tecnica. Dovrà sempre essere fondato su uno studio preliminare del mercato, sull’individuazione del proprio target di clienti e sulla sua profilazione, in termini di bisogni, aspettative, comportamenti e processi d’acquisto e comunicazione, modelli decisionali, su una attenta ed esplicita pianificazione di marketing strategico e su una progettazione e programmazione delle politiche di marketing operativo e, tra esse, particolare attenzione e rilevanza rivestono quelle relative alla sfera digital che però non deve ridursi a mero tecnicismo, ma deve essere strumento a servizio della strategia di marketing. Il digital marketing deve unire strategia, tecnica e contenuti armonizzandoli in una combinazione perfetta in grado aumentare le probabilità di ottenere i risultati attesi, riducendo tempi, errori e risorse necessari per raggiungerli. Un buon digital marketing, unito al controllo dei KPI e dei risultati in ottica di continuo miglioramento, allo stretto ed attento coordinamento e al costante collegamento con la strategia e i fenomeni e le evoluzioni della domanda e della concorrenza consentono all’impresa di aumentare le probabilità di ritorno positivo e di ridurre i rischi legati ad un investimento così importante e impegnativo. Un buon progetto trova sempre risorse e incentivi Inoltre, in conclusione, non di secondaria importanza, è la capacità di individuare e armonizzare gli incentivi e le risorse finanziarie messi a disposizione da soggetti privati e pubblici, a livello italiano ed europeo, a sostegno dei progetti di e-commerce, digitalizzazione e internazionalizzazione. Aver un buon progetto consente di accedere facilmente al volume elevato di risorse e incentivi messi disponibili e di poterli utilizzare agevolmente creando così un circolo virtuoso tra attività imprenditoriale, strategie di sviluppo, risorse a disposizione e risultati economico-finanziari, strategici e di mercato.
MARKETING AUTOMATION

MARKETING AUTOMATIONUna marcia in più per il tuo business Hai mai pensato al tempo che potresti recuperare se non dovessi più inviare manualmente newsletter o e-mail informative ai nuovi clienti? Oppure se non dovessi più rispondere alle chat di Messenger una ad una? O ancora, hai mai pensato a quanto potrebbero esserti utili i report sempre aggiornati con le informazioni degli utenti interessati alla tua azienda? Gestire manualmente determinate operazioni può essere dispendioso in termini di tempo e non sempre il lavoro svolto è accurato come quello che può svolgere un software informatico. Ora più che mai, per avere un vantaggio competitivo, il tuo business ha bisogno di essere efficiente in ogni fase. Proprio per questo motivo è sempre più frequente l’integrazione di automazioni nel marketing, controllate da software studiati proprio per svolgere al posto tuo gran parte delle “tasks” necessarie per portare avanti la tua strategia. L’insieme di tutte queste operazioni compongono la disciplina definita Marketing Automation. La Marketing Automation è il processo di utilizzo della tecnologia per semplificare gli sforzi di marketing e rendere le attività più efficaci. Grazie all’utilizzo di un unico software è possibile quindi monitorare e gestire i vari strumenti utili allo sviluppo di una campagna. In questo modo, chi ne fa uso, potrà risparmiare tempo e risorse. Quali sono i 3 motivi principali per i quali usare la marketing automation? L’automazione del marketing può essere utilizzata per vari obiettivi, ma i tre più significativi sono: 1. incrementare l’acquisizione di lead 2. convertire i lead in vendite 3. ottimizzare la spesa di marketing Quali attività si possono automatizzare? Ecco un elenco dei possibili strumenti di marketing automation. E-mail marketing: Invia, programma e gestisce le campagne email – che siano promozionali, newsletter o messaggi transazionali. Accedi inoltre ad una vasta gamma di report (percentuali di clickthrough, percentuali di apertura, non abbonati e molto altro). Social media: automatizza molti aspetti del social media marketing, tra cui la pubblicazione dei contenuti, la pianificazione, il monitoraggio e gli analytics. Flussi di lavoro: rimuove l’elemento umano dai processi aziendali, inclusi i processi di marketing. Gestione dei lead: automatizza la generazione, il punteggio e l’uso dei lead di vendita o marketing. Statistiche: visualizza e identifica gli andamenti nei dati di mercato e dei clienti. Advertising e pubblicità digitali: rifinisce ed automatizza gran parte del processo di creazione di annunci e delle strategie di offerta su tutti i canali digitali Customer relationship management (CRM): Gestisce i dati relativi a clienti, ordini e prodotti, che possono essere utilizzati per la marketing automation. Fidelizzazione: automatizza i componenti fondamentali nella promozione e nell’amministrazione dei programmi di fidelizzazione. Quali sono i vantaggi offerti dalla marketing automation? Automatizzando alcune delle attività manuali e ripetitive avrai a disposizione più tempo e risorse da dedicare ad attività più importanti. Riuscirai ad ottenere un’immagine più ricca e dettagliata del comportamento dei potenziali clienti rispetto ai metodi manuali. Potrai offrire delle soluzioni mirate in base ai comportamenti specifici degli utenti. Ad esempio, se un particolare cliente sta leggendo informazioni su un’ampia categoria di prodotti, ciò potrebbe indicare che si trova all’inizio del processo di acquisto. Ma se si sofferma su un prodotto specifico, ciò potrebbe indicare che l’intenzione d’acquisto è più elevata ed è pronto per essere contattato da un addetto alle vendite. Attraverso la raccolta di dati incrociati, che derivano da varie fonti, quali sito web, social, email, potrai determinare campagne di marketing più ampie. Allo stesso tempo riuscirai ad assegnare un punteggio di qualità al tuo lead, determinando quanto vicino possa essere all’acquisto. Unificando i sistemi di marketing automation e i sistemi CRM ottimizzerai il processo di calcolo del ROI del marketing. Ciò consente di prendere decisioni migliori e investire il budget nelle tattiche che avranno il ROI più elevato. Come funziona il software? Il primo passo è quello di mettere in piedi uno scenario, il workflow (flusso di lavoro). Ogni automazione si innesca a seguito di un’azione effettuata dall’utente, che corrisponde al punto di partenza, che può essere ad esempio l’iscrizione al sito o l’aggiunta di un prodotto al carrello. Una volta che un contatto entra in uno scenario, passa da istruzioni condizionali, che si attivano in base a variabili “if and else”. Ogni flusso di lavoro infatti pone all’utente diversi quesiti che rispondono tutti alla domanda: “questo contatto risponde alla condizione x?” Se la risposta è sì, il contatto imbocca il ramo corrispondente dello scenario. Se è no, viene attivato l’altro ramo dello scenario. Il contatto entra in un percorso guidato che si ramifica allo scopo di intercettare gli interessi dell’utente, rendendolo sempre più consapevole del tuo prodotto, con l’obiettivo ultimo di portarlo ad acquistare il bene in questione. Le automazioni di marketing bastano per la tua campagna di marketing? Prima di pensare di automatizzare le tue attività di marketing ci sono delle azioni preliminari da tenere in considerazione, senza le quali la marketing automation risulterebbe inefficace. Stabilisci la tua presenza online: Il primo passo, essenziale per il tuo progetto, è quello di assicurarsi che tu possa essere trovato online se qualcuno ti sta cercando. Ciò include la creazione di un sito web ottimizzato per i motori di ricerca, la creazione di contenuti sui social, la gestione e l’interazione con il proprio pubblico. 2. Definisci quali sono i canali di marketing da utilizzare La maggior parte degli strumenti di suite di automazione marketing si concentra su: Web, e-mail, social, mobile. Individua i canali più congeniali per il tuo business e sviluppa una strategia ad hoc coordinando le varie azioni.
Il metodo APICE – Planning

C’è un elemento particolare che distingue il nostro modo di lavorare: il metodo APICE – Analysis, Planning, Implementation, Control, Evaluation – un approccio d’indagine scientifico e strategico, ma al contempo pragmatico ed operativo, composto da fasi precise e cucito su misura per ogni cliente. Oggi parliamo di Planning La fase di Planning consiste in tutto ciò che è: Strategia Qui rientrano le attività di marketing strategico e la definizione degli obiettivi e delle risorse da stanziare per raggiungere gli obiettivi. Vanno valutate le opportunità e le minacce del contesto (mercato, competitors, risorse) e i punti di forza interni secondo una combinazione originale e differenziale per raggiungere performance economico-finanziarie e di marketing al di sopra della media; Pianificazione La capacità di allocare, organizzare e programmare le risorse in modo da ottenere un piano che sia efficace ed efficiente con i migliori risultati possibili in condizioni di efficienza, rischio e tempo/velocità. La pianificazione garantisce che la strategia e le politiche siano realizzate in condizioni di controllo e che siano governate e governabili così che i risultati rimangano entro un range di “previsione” e il piano sia governabile attraverso le sue leve causali – condizione possibile perché il fenomeno si è modellizzato e schematizzato e quindi compreso. Le pianificazioni vengono formalizzate in documenti (piani strategici, piani di sviluppo, business plan, piani strategici di marketing e piani operativi di marketing). Coordinamento Intesa come la capacità ex ante e in itinere, con elevato ordine e metodo, di mantenere insieme tutti gli elementi, le risorse, gli attori e le azioni compresi nel piano con una forte connessione con l’azienda e la sua direzione. L’attività di Planning è finalizzata ad individuare e perseguire un percorso di sviluppo dell’impresa tramite la crescita nel proprio mercato attuale, l’ingresso in nuovi mercati, l’adozione di nuovi canali (in particolare e-commerce) e di percorsi innovativi (ad esempio nuovi prodotti oppure la digitalizzazione, la revisione del modello dì business e molti altri)
SANREMO, MUSICA E MARKETING

SANREMO, MUSICA E MARKETINGCome le multinazionali stanno occupando le playlist musicali Sta per prendere il via la settantaduesima edizione del Festival di Sanremo.Senza dubbio, l’evento musicale italiano più atteso dell’anno.Un palcoscenico che ha visto esibirsi i più grandi artisti, che ne ha visti nascere tanti altri e che ci ha regalato successi planetari che hanno fatto la storia della nostra musica.Una cosa è certa: Sanremo è la culla dell’evoluzione musicale. In questo articolo parliamo proprio di un trend esploso negli ultimi anni.Vedremo come la musica sia entrata a far parte dei Marketing Plan delle multinazionali. “Labbra rosso Coca-Cola” ma non solo… Il product placement nelle canzoni Quando un brand viene citato o mostrato in un prodotto di intrattenimento, come un film o un brano musicale, non è mai per caso. Dietro c’è una strategia di marketing definita product placement. Il tormentone estivo “Mille” di Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro ne è l’esempio lampante.Tutti abbiamo canticchiato il jingle “labbra rosso Coca-Cola” senza nemmeno rendercene conto. Ma questo non è l’unico esempio che vede coinvolta la bevanda più famosa al mondo! Coca-Cola infatti è protagonista di altri due brani rilasciati nell’ultimo anno: “Movimento lento” di Annalisa e Federico Rossi e “Cinema” di Samuel e Francesca Michelin. Per trovarne altri basta tornare all’estate 2020 quando cantavamo “ti ho in testa come Pantene”, ritornello del brano “Non mi basta più” di Baby K con la partecipazione di Chiara Ferragni. Non solo product placement Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un altro fenomeno nel quale le multinazionali sono diventate vere e proprie produttrici musicali.E’ il caso di “Nuove Strade” che vede come protagonisti 4 artisti emergenti come Gaia, Madame, Rkomi e Ernia.A stupire è proprio chi ha curato il lancio del brano sulle varie piattaforme;se solitamente è un’etichetta discografica o un artista a farlo, in questo caso, invece, è la nota società produttrice di caffè tostato e macchine da caffè Lavazza. Non è però l’unico esempio che abbiamo: l’azienda di bevande energetiche Red Bull si è spinta ancora più in là e ha prodotto un intero album. L’ultima uscita della serie 64 Bars unisce Marracash, Guè Pequeno, Carl Brave, Anna, Gemitaiz e tanti altri. Il marchio viene citato spesso nei testi dei singoli e le grafiche che fanno da sfondo ai video sono firmate proprio da Red Bull. Quali sono i vantaggi di inserire un brand in una canzone? Il principale vantaggio è rappresentato dal fatto che il nome del brand viene ripetuto più volte nel testo del brano, posizionando implicitamente quel prodotto nella mente dell’ascoltatore.Immaginiamo di essere in spiaggia ed ascoltare diverse volte i brani sopracitati che nominano la Coca-Cola. Sentirli nominare ci fa pensare alla bevanda fresca e dissetante e ci spinge inconsciamente a comprarla. Ma come si è arrivati alla musica prodotta dalle aziende? E’ stata posta questa domanda a Gianni Sibilla, direttore del Master in Comunicazione Musicale dell’università Cattolica di Milano, che risponde: “Queste operazioni sono forme di branded content che in altri settori – penso alla televisione – si fanno da tempo. Però la musica è un campo complesso, dove la sponsorizzazione diretta e il semplice ruolo del testimonial è problematico e rischia di essere percepito come troppo artificioso sia per l’azienda sia per l’artista. L’associazione esplicita di un artista a un brand o a un prodotto commerciale può essere un problema per la fanbase e per la percezione della credibilità dell’artista stesso. Ci sono ancora generi e casi in cui un cantante può venire accusato di “essersi svenduto”.” Che ci piaccia o meno, si tratta di un fenomeno di cui sentiremo parlare sempre più spesso.I cantanti sono tra i personaggi più amati dal pubblico e queste collaborazioni sembrano portare buoni risultati, in quanto rendono la pubblicità non invasiva ma piacevole. Conosci altri esempi di product placement nella musica? Scrivilo nei commenti!
Marketing significa posizionamento differenziale ed eccellenza

Marketing significa posizionamento differenziale ed eccellenza … e l’eccellenza si fa con il talento! Che cosa vuol dire avere talento? Vuol dire possedere una capacità innata, un’energia creativa dentro e una genialità fuori… dal comune! Qualcosa che renda eccezionali, insomma. APICE – Marketing e Sviluppo d’impresa – ne è alla costante ricerca: proprio in questo momento per la nostra sede di Battipaglia, nella provincia di Salerno, sono aperte posizioni lavorative come Grafico, Digital Marketing Advertiser Junior, Marketing Management Junior e Marketing Operativo / Content Creation. Se la tua più grande aspirazione è un lavoro nel marketing strategico, operativo e digitale, in una realtà in continua crescita e in un ambiente stimolante e dinamico, APICE è il posto giusto per te! Con quale modus operandi lavoriamo in APICE? Conduciamo un’attenta analisi dei mercati in cui operano i nostri clienti, definiamo il posizionamento e gli obiettivi per il marketing operativo, pianifichiamo una strategia e le politiche per attuarla e, soprattutto, organizziamo e coordiniamo le risorse umane per realizzare tutte le attività necessarie. «In APICE supportiamo la crescita delle imprese: in questo modo, i nostri clienti ampliano di volta in volta i loro comparti, dando vita a nuovi progetti. Questo permette anche a noi di crescere» spiega Gianluca Di Giovanni – Founder & CEO di APICE. «Nell’ultimo anno abbiamo potenziato le aree tradizionali del marketing management e implementato quelle più innovative, dal graphic design al digital marketing con particolare attenzione per quest’ultima a cui dedichiamo molte delle nostre energie, rappresentando essa il futuro ma anche il presente di ogni impresa che voglia fare sviluppo. Il contesto in cui operiamo, la comunicazione digitale e i siti di e-commerce sono “luoghi” che vivono di digitalizzazione; inoltre, sono in primis i nostri clienti e le necessità del mercato in cui operano a richiederne e a pretenderne la crescita esponenziale». Ecco allora che, tirando le somme, fare marketing è una necessità e non un più solo un’opzione. «Ogni realtà che miri all’eccellenza non può trascurare questo elemento che invece deve essere messo al centro. E marketing vuol dire fare la differenza e la differenza si fa con il talento, la pianificazione e l’organizzazione» conclude il CEO di APICE. «A proposito di talento? Lo apprezziamo in tutte le sue forme e gli diamo il valore che merita. Ogni risorsa è attentamente selezionata, seguita meticolosamente lungo il suo percorso, dalla formazione fino a al momento in cui diventa autonoma e super produttiva!» aggiunge Giusi Fortunato – Responsabile delle Risorse Umane. «Una valutazione attenta e gestita in più fasi ci permette di scegliere le risorse per le caratteristiche che le rendono uniche: i nostri candidati sono proattivi, hanno voglia di mettersi in gioco e credono fortemente in loro stessi. Essere certi delle proprie potenzialità è il primo passo per raggiungere gli obiettivi prefissati: solo chi osa raggiunge il suo traguardo, proprio come APICE! Risultati eccezionali, possono venire solo da persone eccezionali»